Seac02 “aumenta” la cover del catalogo The Others e lancia il progetto no profit Art Project

November 8th, 2012

In concomitanza con l’uscita dell’app AR-Code su Apple App Store, nasce il progetto dedicato a mettere a disposizione degli artisti l’Augmented Reality.

AR-Code

AR-Code

Permettere agli artisti di sperimentare le opportunità espressive e narrative della Realtà Aumentata. Con questo obiettivo **Seac02 **ha intrapreso la collaborazione con The Others, progetto espositivo internazionale dedicato all’arte contemporanea emergente, e partecipa alla manifestazione in programma dal 9 all’11 Novembre 2012 (stand A17).

Art Project è l’operazione no profit ospitata all’interno della nuova applicazione mobile per Augmented Reality AR-Code, prodotto di Seac02, disponibile gratuitamente su Apple App Store. A partire da Novembre, la piattaforma ospiterà, con una rotazione mensile, l’opera di un diverso artista che avrà voluto esplorare la propria frontiera creativa integrando la Realtà Aumentata nell’esperienza artistica.

Insieme a The Others, sono stati selezionati i primi artisti che daranno vita al progetto: la fruizione delle loro opere “aumentate”, grazie alla tecnologia AR-Code, è accessibile dopo aver scaricato l’applicazione. Inquadrando l’opera all’interno dello schermo del proprio I-phone, è possibile interagire con un **extra contenuto digitale che si sovrappone a quello reale. **L’utente ha così accesso a una componente narrativa virtuale e nascosta che si aggiunge a quella fisica .

Tre sono le esplorazioni artistiche sperimentabili nel corso di The Others. La prima riguarda la copertina del catalogo **di **The Others **realizzata da **PrintAboutMe. La massa di api che costituisce l’oggetto grafico principale della cover, metaforicamente ispirato alla massa di persone che circuitano attorno alla manifestazione cooperando in modo efficiente e collaborativo, si trasforma in un elemento dinamico che invade lo schermo del proprio device.

**The origins of meat di Uli Westphal **(presentato a The Others dalla galleria NOPX di Torino) è la seconda opera. Qui, la riflessione dell’artista intorno al gap conoscitivo ed esperienziale che separa il cibo che mangiamo dalla sua origine, trova nella Realtà Aumentata una forma di rappresentazione. Dove l’opera mostra una cotoletta di maiale, una bistecca di manzo e un petto di pollo, quella interattiva virtuale permette di interagire con ciò che non ci è concesso vedere della filiera.

**The Others di Antje Rieck **è la terza opera. Il corpo flesso di una donna diventa la superficie su cui far scorrere, in maniera digitale e aumentata, l’anima, la navicella che conduce ai sogni, il filo che permette di essere connessi al resto del mondo.


PrintAboutMe è un progetto in difesa della grafica d’arte contemporanea, alternativa e indipendente, curato dall’associazione Arteco, dal laboratorio Inamorarti, dalla stamperia Ohne Titel Grafik, dal grafico / illustratore Moisi Guga e, a partire dal 2012, anche da FART gallery. PrintAboutMe nasce come bando internazionale di stampa d’arte rivolto ad artisti under 40 che si tiene con scadenza annuale. La prima edizione ha selezionato 28 lavori a cui è seguita una mostra itinerante. Nel 2012, oltre a promuovere la seconda edizione del bando, PrintAboutMe diventa progetto editoriale con le edizioni PrintAboutMe Micro-Press. Nel maggio dello stesso anno inaugura la prima edizione di Ménage à trois, residenza d’artista dedicata alla creazione di un’opera di grafica d’arte, i cui protagonisti sono uno stampatore, un artista e un video-maker.

Uli Westphal è nato nel 1980 a Bochum in Germania. Dopo gli studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Enschede (Olanda) si trasferisce negli Stati Uniti e poi a Berlino dove oggi vive e lavora. Uli Westphal sviluppa il suo lavoro spaziando tra installazioni, fotografia, sculture, audio e animazione su ciò che è rappresentato dai fenomeni naturali. Dal 2004 è impegnato in numerose esperienze artistiche tra Germania, Olanda, Cina, Stati Uniti e Italia. E’ considerato un ricercatore metodico, un collezionista, critico, ordinato. Nonché attento osservatore delle dinamiche del mercato specie alimentare nei confronti del quale compie azioni di disvelamento del diverso, che spesso coincide con il termine “naturale”.

Antje Rieck nasce a Ulm, Germania nel 1970 e si diploma in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Torino. Le sue sculture integrano numerosi approcci teorici, giustapponendo generi e processi diversi entro i confini di un’unica opera, a volte espandendosi per naturale crescita o sequenza su altri media come fotografia, video e installazioni interattive. Attraverso l’uso delle diverse tecniche Antje dimostra la propria abilità nel manipolare e armonizzare i media contemporanei con i busti neoclassici e le espressioni corporee più futuristiche. Nel 2011 è stata ospite della Biennale di Venezia nell’ambito della mostra “Glasstress”. Oltre ai committenti internazionali, Antje Rieck è stata chiamata a creare un’ installazione scuoltorea per l’anniversario del massacro delle Fosse Ardeatina presso le Ex-Officine Italgas di Roma nel 2006. Dal 2006 al 2010 ha progettato e supervisionato la costruzione delle scenografie del Teatro Regio di Torino per “Il segno del Chimico” e “Acqua” della Fondazione Merz.

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